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OSSIDOLOGIA |
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la mia grande maestra di Ossidologia Serafina Corsello
MD,
FACAM
(Fellow of the American College of Advancement in Medicine)
NEW YORK (U.S.A.)![]() |
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in occasione del I Meeting Internazionale |
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| "Lo stress ossidativo" | |||||||||||||
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tenutosi a SALERNO giovedì 26 maggio 2005 |
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il Dr. Mariani ha incontrato Kenneth H. Cooper, MD, PhD |
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Fondatore e Direttore della Cooper Clinic Dallas, Texas (USA) |
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| K. H. Cooper, é universalmente riconosciuto | |||||||||||||
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come il padre dell'Aerobica. |
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E' una delle massime autorità |
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| a livello internazionale riguardo l'Ossidologia | |||||||||||||
L’ Ossidologia, é una
nuova disciplina medica che include uno dei più importanti meccanismi
biologici scoperti e studiati negli ultimi decenni: il principio di
riduzione ed ossidazione (REDOX) o trasferimento elettronico, che
rappresenta il fenomeno fondamentale alla base della chimica per i
sistemi biologici.
ln occasione del 15°
Congresso Internazionale di Medicina Integrativa dell'American Biologics,
tenutosi a Gut Brandhof
(Austria)dal
15 al 18 Luglio 2003
di incontrare e conoscere
il
Robert W. Bradford,
, D,
Sc |
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Robert W. Bradford é uno dei massimi ricercatori dello studio del danno da radicali liberi ed autore del libro "OXIDOLOGY"
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| STIAMO INVECCHIANDO | |||||||||||||
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E' stato dimostrato che l'uomo biologicamente potrebbe vivere come il condor: oltre i 130 anni. Ancora oggi ciò non accade. Ma sempre più spesso, ogni giorno, molti di noi varcano la soglia della terza età. Approssimativamente 6.000
persone ogni giorno celebrano il loro 65° compleanno. Si vive di più nei paesi
industrializzati. L’Italia ha il primato di essere il paese più
vecchio del pianeta. Ogni cento abitanti, 24 hanno più di
sessant’anni. Solo fra vent’anni quasi 1/4 degli italiani avrà più
di sessantacinque anni, cioè circa 12 milioni di persone (di cui oltre
3 milioni avrà più di ottant'anni) con una disabilità di quasi il 50%
sugli over 75enni. Una bambina che nasca oggi
ha un'aspettativa di vita di 100 anni, e un maschio di 94, mentre solo
all'inizio del secolo l'aspettativa di vita oscillava attorno ai 45-50
anni. Il rovescio della medaglia
è che ogni cento italiani solo 14 hanno meno di 15 anni. Ci sono 109
anziani ogni 100 bambini. C’è Poca Fertilità: circa il 40% delle
famiglie italiane ha un figlio unico. (Elaborazione CNR sui dati ISTAT). Visto il potenziale mercato le compagnie farmaceutiche hanno sviluppato ed introdotto sul mercato farmaci che controllano i sintomi dell’invecchiamento, quali: obesità, incontinenza, perdita della memoria macchie cutanee, caduta dei capelli, impotenza, ecc. |
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| CAUSE CONTRO SINTOMI | |||||||||||||
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Tipico è l’esempio del
Viagra, farmaco anti-impotenza per eccellenza.
Il Viagra incise il 94
percento di tutte le prescrizioni nuove dispensate negli Stati Uniti
nelle prime tre settimane dalla sua introduzione sul mercato. Il Viagra è solo uno
esempio di quello che è oggi la cultura farmaceutica, e medica:
l’obiettivo principale è solo ed esclusivamente il sintomo...,
perché è da questa situazione che ne trae
profitto, piuttosto che andare ad agire sulle cause della
malattia. L’impotenza è solo uno dei sintomi dell’invecchiamento. Oltre l’impotenza abbiamo molti altri indicatori biologici come capelli grigi, rughe, aumento di peso, diminuita acutezza visuale, osteoporosi, etc. Le cause che ci conducono all’ invecchiamento sono complesse così come lo sono le risposte naturali. |
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| COSA STA INVECCHIANDO? | |||||||||||||
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il calendario annuncia che
oggi è il nostro compleanno e noi realizziamo che siamo
cronologicamente più vecchi di un anno. Invecchiare
cronologicamente, ovvero la cronologia dell’evento compleanno, è
inevitabilmente e puntualmente uguale per tutti. Invecchiare biologicamente,
invece, è completamente diverso. Anche se tu ed il tuo vicino di casa
siete cronologicamente a 50 anni, tu puoi essere biologicamente a 40
anni mentre il tuo vicino di casa a 65 anni. Invecchiare biologicamente
è la somma di tutti i mutamenti fisiologici che ci accadono col passare
degli anni. Tenendo conto delle variazioni individuali, l'invecchiamento si manifesta come una progressiva degradazione delle capacità di tutti i diversi sistemi. Con il passare del tempo i nostri tessuti ed i nostri organi iniziano a deteriorare e le nostre funzioni cominciano a declinare. Si può bloccare questo processo evolutivo che non è inevitabilmente ineluttabile. Infatti, esperienze come quella del Baltimore Longitudinal Study on Aging hanno provato che per alcuni parametri importanti, come la funzionalità dei reni, all'interno della stessa classe di età sono possibili situazioni molto differenti. Anche se in media la capacità renale di filtrare le scorie diminuisce con l'età di almeno un terzo, esiste una quota non indifferente di persone in cui questa diminuzione non c'è, e altre ancora in cui la funzionalità renale è addirittura migliorata rispetto al passato. |
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| PERCHÉ INVECCHIAMO? | |||||||||||||
| L’Invecchiamento
inizia a livello cellulare – unità primordiale della vita umana. La
perdita dell'elasticità è il primo biomarker dell’invecchiamento.
L'elasticità del tessuto è persa quando le cellule in un tessuto
formano “la rugosità”. Ci specchiamo e vediamo, giorno dopo giorno,
comparire rughe sul nostro viso e sul nostro corpo. Quello che avviene a livello cutaneo va
moltiplicato per milioni di cellule che formano gli organi interni. Si
invecchia fuori e dentro. I processi che inducono l'invecchiamento
sono da anni oggetto di studio. Già nel 1956 Denham Harman
introdusse la teoria del processo di invecchiamento fondata su tre
concetti, oggi riconosciuta universalmente:
La formazione dei legami crociati del collagene determina ridotta elasticità e plasticità del tessuto connettivo. Inoltre legami crociati avvengono anche a livello del DNA e della cromatina (materiale intercinetico composto da acidi nucleici e proteine istoniche), riducendo l’attività degli enzimi di sintesi dell’RNA.
La Lipofuscina è un pigmento bruno caratteristico dell’ossidazione. Si trova nei lisosomi e deriva dalla per ossidazione degli acdi grassi saturi.Tutti questi fenomeni sono il risultato del danno da radicali liberi sulle strutture vitali della cellula e dei vari tessuti.
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LA SCIENZA DEL NUOVO MILLENNIO: L’OSSIDOLOGIA |
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| Ognuno
di noi ha osservato il fenomeno dell’ossidazione molte volte nella sua
vita, probabilmente senza neanche saperlo. Quando dimentichiamo sul tavolo un pezzo
tagliato di frutta già dopo alcuni minuti si osserva superficialmente
la comparsa di uno stato marrone, questo fenomeno è conosciuto
come ossidazione. Il vocabolo "oxus" deriva dal
greco antico e significa aceto di vino, cioè vino acido. Il vino
diventa acido quando resta esposto troppo tempo all'aria ossidandosi. Di
conseguenza, ossidarsi, significa "diventare acidi" da cui
deriva il vocabolo ossigeno. In termini biochimici l’ossidazione è
semplicemente il processo che combina l’ossigeno con un'altra
molecola, è un processo in grado di assorbire elettroni. |
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| I RADICALI LIBERI | |||||||||||||
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I radicali liberi sono
nell’ossigeno dell’aria che respiriamo. Quando pensiamo all'ossigeno
in genere lo associamo alla respirazione ed all'aria: il vero sostegno
della vita. Senza ossigeno non possiamo vivere, neanche per breve tempo.
Siamo tutti aerobi nel senso che viviamo nell'aria, immersi nella nostra
atmosfera che contiene circa il 21% di ossigeno. Non tutte le molecole
di ossigeno sono però uguali. La maggior parte dell'ossigeno che
respiriamo è stabile ed essenziale per la nostra salute, l'altra parte
e' detta instabile. I radicali liberi sono molecole instabili di ossigeno innescate nell’organismo da un certo numero di fattori ambientali e di abitudini igieniche soltanto apparentemente salutari. La stabilità' a livello atomico dipende dal fatto che un elettrone sia bilanciato nella sua orbita da un altro elettrone. I radicali liberi hanno uno o più elettroni liberi. Questa struttura è relativamente insolita perché la maggior parte degli elettroni nelle molecole è appaiata. Questi elettroni singoli si muovono nelle loro orbite in condizioni di instabilita' notevole.
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la mancanza dell'elettrone nell'orbita blu determina l'instabilità della molecola
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I radicali liberi reagiscono
rapidamente e in modo indiscriminato con le molecole circostanti, per
catturare gli elettroni loro mancanti. I metalli di transizione
promuovono la produzione di radicali liberi. Nei sistemi biologici,
ferro e rame sono catalizzatori particolarmente importanti della
produzione dei radicali liberi. A causa della loro instabilità, i radicali liberi sono costantemente in cerca di altre molecole a cui attaccarsi, come piccoli magneti. I radicali liberi sono veri e propri squali molecolari che danneggiano le molecole della membrana cellulare, i mitocondri (centri energetici della cellula) ed il dna (intelligenza della cellula). I maggiori danni provocati dai radicali liberi consistono nella produzione dei legami crociati e nell'accelerazione dei processi di aterosclerosi.
Aging: A theory based on free radical and radiation chemistry Journal of Gerontology 1956;11:298-300. I radicali liberi possono danneggiare le catene proteiche, ossidare le basi del materiale genetico e causare la perossidazione dei lipidi. Quando il danno da radicale libero ha luogo nella struttura di enzimi vitali o nel DNA è probabile che il risultato sia la produzione e riproduzione di cellule anormali: genesi delle malattie degenerative
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| MALATTIE CAUSATE DA RADICALI LIBERI | |||||||||||||
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·
ICTUS
· ULCERA
· CANCRO ·
DIABETE SENILE ·
SENILITA’ · MORBO
DI CROHN · ENFISEMA
· ATEROSCLEROSI
· ARTERIOSCLEROSI
· CARDIOPATIE
·MORBO DI RAYNAUD
· MALATTIA DI
BECHET · ARTRITE
REUMATOIDE· CATARATTA
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| LE FORZE OSTILI CHE POSSONO DANNEGGIARCI | |||||||||||||
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·
RADIAZIONI ·
STRESS EMOTIVO ·
FUMO DI SIGARETTA ·
LESIONI DA RIPERFUSIONE ·
DIABETE NON CONTROLLATO ·
AMIANTO E FIBRE ANALOGHE ·PILLOLA
ANTICONCEZIONALE ·LESIONI
ALLE ARTICOLAZIONI ·LUCE
U.V.A. PRODOTTA DAL SOLE ·LESIONI
AI TESSUTI, FRA CUI MUSCOLI ··
ESERCIZIO FISICO TROPPO IMPEGNATIVO ·
CONTAMINANTI PRESENTI NEGLI ALIMENTI ·
INQUINAMENTO DELL’ARIA - METALLI PESANTI · AFFLUSSO DI SANGUE ALL’APPARATO DIGERENTE
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| AZIONE DEI RADICALI LIBERI | |||||||||||||
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Il processo di accelerazione
dei radicali liberi è prodotto anche dall’energia atomica. Quando viaggiamo su di un
aereo siamo bombardati da radiazioni e conseguentemente la produzione di
radicali liberi aumenta in modo esponenziale I radicali liberi non sono
soltanto dannosi, sono utili per combattere le infezioni, per uccidere i
batteri e per controllare il tono della muscolatura liscia, che regola
il funzionamento degli organi interni e dei vasi sanguigni. La cosa fondamentale perché
i radicali liberi svolgano nell’organismo un’azione efficace e
“buona” é l’equilibrio fra questi e gli antiossidanti. Per neutralizzare i radicali
liberi, infatti, il nostro corpo produce gli spazzini (i cosiddetti
antiossidanti endogeni) che inghiottono i radicali in eccesso ed
impediscono loro di danneggiare l’organismo. Ma spesso, purtroppo, questo equilibrio si rompe a nostro svantaggio. |
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GLI
ANTIOSSIDANTI ENDOGENI |
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Il corpo umano produce una
serie di enzimi tramite i quali riesce a trasformare i radicali liberi
in sostanze innocue. Sono le nostre difese interne. Purtroppo un eccesso
di radicali liberi o una carenza di enzimi costituiscono la principale
causa di malattie degenerative ed influenzano inoltre il processo
d'invecchiamento. Sono tre gli antiossidanti endogeni principali: · SOD (superossidodismutasi) · CATALASI · GSH (glutatione per ossidasi) °SOD
- La
S.O.D. (Super Ossido Dismutasi) è un antiossidante enzimatico tra i più
presenti nell’organismo in tutte le cellule, specie quelle epatiche.
C’è in due forme: mitocondriale (batteria cellulare) ed extracellulare
.La S.O.D. contiene
Manganese, Zinco e Rame. Uno sbilancio di questi
tre minerali produce una diminuzione degli enzimi di difesa
antiossidanti, fatto molto pericoloso per il nostro organismo. La
diminuzione del rame è uno di quei processi che porta alla diminuzione
del S.O.D. . Nell’invecchiamento, nelle malattie degenerative, tipo
l’artrite, c’è una diminuzione delle S.O.D. per eccessivo utilizzo.
Restaurare i giusti livelli di S.O.D. è di importanza primaria per
poter mantenerer un buono stato di salute. °CATALASI - La
catalasi è importante per il bilancio degli antiossidanti, obbiettivo
è infatti quello di evitare gli eccessi di radicali perossidati. Il
ferro è uno di quei minerali fondamentali per il nostro organismo. Però
l’eccesso di ferro può produrre la formazione di radicali perossidati,
che tra i radicali liberi sono tra i più pericolosi per il processo
della perossidazzione lipidica. Il
cervello per due terzi è formato da lipidi. Tutte le cellule hanno una
membrana bipolare nel cui
mezzo ci sono trigliceridi/ colesterolo/ selenio/ vitamina E .
Sono sostanze di difesa, i nostri sacchetti di sabbia in prima
linea. Però quando arriva il radicale perossidato non c’è difesa che
tenga, penetra nella membrana e va a distruggere lo strato lipidico in
qualunque cellula, dalle emazie alle cellule cerebrali: più fase
lipidica c’è e più si è vulnerabili all’azione del radicale
perossidato. Quando si ha un eccesso di ferro si ha anche un eccesso di
produzione di questo radicale libero, quindi è importante assumerlo in
maniera bilanciata. °GSH - GLUTATIONE PEROSSIDASI - La GSH
glutatione-perossidasi, altro enzima endogeno cellulare epatico, prende
l’ossigeno all’origine e lo trasforma in acqua, neutralizzandolo:
fenomeno di bilancio cellulare. Questo
processo, svolto assieme alla catalasi, di eliminazione di perossidi
d’idrogeno, previene il danno cellulare, come la rottura dei filamenti
del dna, (fenomeno pericoloso perché può dar vita ad una serie di
trasformazioni cellulari). |
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GLI
ANTIOSSIDANTI ESOGENI |
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Possiamo
assumere dall’esterno, con l'alimentazione, antiossidanti di supporto
a quelli endogeni che ci aiutano a rafforzare le difese contro
l’eccesso dei radicali liberi. Sono vitamine, vitamino-simili,
minerali, flavonoidi, aminoacidi.
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PERCHÉ CI AMMALIAMO |
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| La
genesi delle malattie è data dal bilancio
del dare e dell’avere, cioè il
rapporto tra l’entrata di sostanze tossiche , batteriche e le difese,
cibo per i radicali liberi. Ci sono due modi per evitare la malattia:
o non essere esposti o essere esposti ma difesi. La forma di difesa numero uno è il
premunirsi di sostanze antiossidanti esogene, la numero due è evitare
l’eccesso di esposizione. E’ il bilancio del dare e
dell’avere che crea il benessere. |
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ATEROSCLEROSI E RADICALI LIBERI |
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Il termine aterosclerosi deriva
dalla somma di due parole greche. Letteralmente Athere sta per
“pappa di avene”, indica un accumulo di grassi all’interno
delle pareti dei vasi arteriosi. Con il passare del tempo questa
“PAPPA” diviene sempre più “dura” per il
lento ma inesorabile accumulo di calcio ed altre sostanze dannose
all’endotelio. Da questo fenomeno di irrigidimento
della placca prende il nome l’altra parola “SCLEROS”,
andando così a comporre la parola aterosclerosi
che sta quindi per “PAPPA DURA”. La placca aterosclerotica è data
da un accumolo focale di lipidi, carboidrati complessi, sangue e
suoi componenti, cellule muscolari liscie, depositi di calcio e
tessuto fibroso. La somma di questo cocktail micidiale produce un
effetto dannoso sulle pareti arteriose di accumulo lipidico, di
fibrosi e di calcificazione.
L’aterosclerosi è la malattia
delle medie e grandi arterie. Il processo inizia dall’intima e
poi si diffonde
rapidamente alla media (componenti della parete arteriosa) Le pareti delle arterie nascono
elastiche. Nella mia
pratica quotidiana di
angiologo, studiando la circolazione dei vasi epiaortici,
(vasi che trasportano il sangue dal cuore al cervello) mediante
esami strumentali vascolari, Doppler ad onda continua ed Eco Color
Doppler, ho visto come, con il passare del tempo, queste arterie
perdano di elasticità per l’instaurarsi del processo
aterosclerotico, lento ma inesorabile (formazione dei cross
linking del collagene). L’aterosclerosi è una
malattia silenziosa. Non dà sintomi sino a quando non diventa una
vera e propria malattia.
Come accennavo l’aterosclerosi è una malattia evolutiva
e degenerativa, la rigidità che colpisce i nostri vasi si
organizza nel tempo, in anni. Definiamo la rigidità di grado
modico, medio ed elevato. Tale rigidità vasale diviene poi
base per la formazione della placca. Nel lume delle arterie si va così
a creare un ingorgo, ovvero un ostacolo al passaggio del sangue,
fatto aggravato dalla turbolenza circolatoria che si viene a
creare nel tentativo di superare l’ostacolo e che invece
determina l’aumento di deposito nella placca di sostanze nocive
che vanno a determinare la completa occlusione del vaso (stenosi
emodinamicamente significativa). Inoltre c’è anche la pericolosa
eventualità che parti della placca possano staccarsi e partire
lungo la corrente arteriosa per andare ad incastrarsi nei vasi più
piccoli, occludendoli. Ecco spiegato il fatto di come si
possa verificare improvvisamente un ictus cerebrale (infarto delle
piccole arterie cerebrali) detto anche colpo apoplettico,
preceduto da uno stato di apparente benessere. Quello che ancora oggi viene
definito ”accidente “ vascolare ha ben poco dell’
“accidente”. La parola “accidente”
deriva dal latino “accidere” (cadere appresso) ed indica un
evento imprevisto e spiacevole. L’”accidente“ vascolare
sicuramente è un evento spiacevole, ma d’imprevisto ha ben
poco. Infatti sono le errate abitudini alimentari e
comportamentali protratte nel tempo che organizzano i
“depositi” di sporcizia nelle nostre arterie, che poi quando
si staccano portano all’evento infausto. Per anni la formazione di aterosclerosi è stata fatta risalire soprattutto a valori superiori alla norma di colesterolo totale. Lo Studio Framingham effettuato negli anni quaranta in U.S.A. accertò il rischio di un’alimentazione ricca di grassi. |
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STUDIO FRAMINGHAM |
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| Il primo studio importante su larga scala sull’aterosclerosi fu effettuato alla fine degli anni quaranta a Framingham, cittadina di 30.000 abitanti del Nord America, da cui prende il nome. Venne svolta una grande inchiesta, promossa dal ministero della sanità statunitense, sugli eventuali nessi tra alimentazione e ateriosclerosi. Il risultato di questo studio è stato che il grasso è sinonimo di "pericolo" e di conseguenza si è guadagnato un'immagine negativa. In seguito allo Studio Framingham tutti credettero di sapere con certezza quali fossero i grassi da preferire e quali quelli da evitare e anche che tra determinati grassi e l'insorgere di un' arteriosclerosi vi fosse un sicuro nesso causale. Si formarono addirittura comunità basate su un determinato credo alimentare e Robert Sapolsky, un esperto statunitense, censurava aspramente grassi, zucchero raffinato e colesterolo come "moderni cavalieri dell'apocalisse". | |||||||||||||
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HDL E LDL |
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Negli anni ottanta si è arrivati a
concepire l’eccesso di LDL rispetto all’HDL, frazioni del
colesterolo, come causa primaria di aterosclerosi . E’ in base alla densità delle
lipoproteine costituenti che il colesterolo viene suddiviso in HDL
(High Density Lipoproteins), lipoproteine ad alta densità, ed LDL (Low Density Lipoproteins),
lipoproteine a bassa densità. Le HDL veicolano il colesterolo
dalla periferia dell’organismo al fegato. Svolgono una efficace
azione protettiva, riguardo l’aterosclerosi, rimuovendo il
grasso dalle arterie. Le HDL
sono il cosiddetto colesterolo buono,
in quanto componente base di tutte le cellule. Inoltre le HDL
sono la struttura di partenza per la sintesi di qualsiasi
ormone steroideo: cortisolo, adrenalina, testosterone, estrogeni e
DHEA. Le
LDL, sono il colesterolo cattivo, trasportando il colesterolo dal
fegato verso la periferia
dell’organismo, favorisce, quando viene ossidato, la naturale
predisposizione dei grassi di depositarsi sulle pareti
dell’arterie, creando problemi alla salute. Oggi riteniamo che la combinazione dell’LDL con i radicali liberi sia il fattore determinante dell'aterosclerosi. L’LDL, depositato sulla parete di
un vaso, viene ossidato dal contatto con i radicali liberi. Il danno avviene perché i
leucociti (macrofagi) della parete arteriosa cercano di
eliminare l'LDL danneggiato ingoiandolo. Le cellule gonfie che ne
derivano, le cellule schiumose, si fissano alla parete arteriosa
ogni volta che si verifica il processo. L'accumulo delle cellule
schiumose dà origine alla placca, che restringe il lume
dell'arteria e alla fine provoca gravi disturbi cardiovascolari,
fra cui l'infarto. I radicali ossidanti possono essere
attivati da una serie di fattori, fra cui il fumo di sigaretta,
l'inquinamento dell'aria e l'eccesso di attività fisica.
All'inizio l'LDL riesce a contrastare l'attacco dei radicali
grazie all’azione degli antiossidanti. Gli antiossidanti si sacrificano per l'LDL, ma presto, se i radicali che attaccano sono troppi, si esauriscono, e l'LDL rimane senza difese. Molti infarti cardiaci si
manifestano nel pieno della maturità in persone che non hanno
tassi elevati di colesterolo, nè totale nè cattivo. In genere,
in questi casi si conclude che il problema cardiaco è legato
allo stress ossidativo, cioè al danno da radicali liberi. |
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DANIEL STEINBERG, MD, PhD, Chair Professor |
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All'inizio degli anni ottanta
Daniel Steinberg, D |
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UNIVERSITA' DI NAPOLI |
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Un studio importante è stato fatto nel maggio 2001 da De Prisco et Al, presso l’Università di Napoli su sessantasette pazienti asintomatici, non fumatori, astemi, adulti, con un età compresa tra i 40 ed i 68 anni, valutati al D-ROMS Test. Lo studio ha dimostrato che anche persone con valori nella norma di colesterolo totale e colesterolo LDL possono essere a rischio di patologie vascolari e viceversa.
De Prisco R, Attianese P, Lione D, Balestrieri C, Iorio EL
Proceedings X Congreso Italo-
latinoamericano de Etnomedicina. Isla de Margarita, Venezuela.
23-28 settembre 2001.
La misurazione dei radicali liberi (dROMs test) diventa un elemento di
fondamentale importanza nella diagnosi precoce dell’ aterosclerosi. Il Lavoro di De Prisco et Al, é stato da preludio alla pubblicazione del Lavoro di Ridker et Al., su CIRCULATION del Giugno 2004, che inserisce il d-ROMs tra i tests predittivi del primo evento aterotrombotico |
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