L’ALLARME MERCURIO
ALLARME MERCURIO
 

 

 

 

 

Il mercurio è presente dappertutto nell’ambiente.

Ha contaminato suolo, acqua ed alimenti.

Inoltre molti di noi, ancora oggi, si piazzano, all’interno del proprio organismo, veri e propri depositi di mercurio (vaccini, assunzione di pesci di grande stazza ed amalgame dentarie).  

 

 IL MERCURIO E' NEUROTOSSICO

Nell'Inghilterra Vittoriana (XVIII secolo), veniva usato il nitrato di mercurio per togliere i peli dalle pelli usate per confezionare cappelli a falda larga:

il mercurio provocò molti casi di danni cerebrali fra i cappellai.

I loro comportamenti bizzarri vennero celebrati  

da Lewis Carroll che nel suo"Alice nel paese delle Meraviglie"

creò il personaggio del Cappellaio Matto.  

 

 

 

ELENCO DEI VACCINI CONTENENTI MERCURIO

Il THIMEROSAL é un conservante usato nei vaccini e in altri farmaci.

 

FORMULA CHIMICA DEL THIMEROSAL

 

 

Il THIMEROSAL, è stato usato fin dagli anni '30 per prevenire la contaminazione batterica in preparazioni multidose di vaccini.

Dal 1999 i produttori americani (USA), hanno iniziato a produrre vaccini 'THIMEROSAL-FREE', recependo una direttiva dell'US Public Health Service e dell'American Academy of Pediatrics, che invitava a rimuovere il composto dai vaccini usualmente dati ai bambini.

Questo per un principio generale di cautela in quanto non vi sono sufficienti evidenze che il THIMEROSAL, esponga i bambini ad un aumentato rischio di danni nello sviluppo neurologico, (Immunization Safety Review Committee dell' US Institute of Medicine. 01/10/01).

Infatti "I dati epidemiologici disponibili non sono in grado di documentare l'esistenza di una relazione causa-effetto tra esposizione al THIMEROSALcontenuto nei vaccini e danni nello sviluppo neurologico quali: autismo, ADHD [attention deficit-hyperactive disorders, e ritardo nella parola".

Malgrado la mancanza di evidenza che supporti il legame, il rapporto ha concluso che l'associazione tra THIMEROSALe danni legati allo sviluppo è "biologicamente plausibile".

La Commissione ha raccomandato che nei bambini dovrebbero essere utilizzati i vaccini 'THIMEROSAL-FREE', "anche se possono essere rimaste ancora in commercio partite di vaccini contenenti THIMEROSAL".
Il THIMEROSALcontiene il 50% di mercurio.
 Nell'ottobre del 1998, la FDA ha proibito l'uso del THIMEROSALnelle farmacie e sin dal luglio del 1989 "incoraggiando"i produttori a rimuovere il THIMEROSALdai vaccini.
Ogni vaccino che contiene THIMEROSALeccede le linee guida per la salute EPA che sono di 0,1 mcg/kg/day.
Da quando i vaccini multipli sono somministrati nello stesso giorno, la quantità di mercurio introdotta nel bambino è molte volte sopra questo limite di guardia.
Prima del bando della FDA, il mercurio era aggiunto anche a colliri, prodotti per lenti a contatto,spray nasali, creme contraccettive, creme x emorroidi ecc.

In Italia purtroppo sono ancora presenti questo tipo di vaccini.

 
PERICOLO AUTISMO
Sovraccaricato?
nuove acquisizioni riguardo mercurio ed autismo in bambini suscettibili

 CASI DI AUTISMO IN SEGUITO A VACCINAZIONI CONTENENTI THIMEROSAL. NOTARE IL DRAMMATICO INCREMENTO AVUTO NEGLI ANNI '90

fonte: CALIFORNIA DEPARTMENT OF DEVELOPMENTAL SERVICE - USA

LEGGI IL REPORT CDDS
SULL'AUTISMO
 

 

 

 

 

  Neurotoxicology. 2005 Jan;26(1):1-8

Thimerosal neurotoxicity is associated with glutathione depletion: Protection with glutathione precursors 

S.J. James1, William Slikker III2, Stepan Melnyk1,
Elizabeth New2, Marta Pogribna2 and Stefanie Jernigan1
1Department of Pediatrics, University of Arkansas for Medical Sciences
and Arkansas Children's Hospital Research Institute, Little Rock, AR 72202, USA
2Division of Biochemical Toxicology, National Center for Toxicological Research,
Jefferson, AR 72079, USA
leggi l'articolo

 

 
 

Vol. 80,  No. 6,  1611-1617,  December 2004

Metabolic biomarkers of increased oxidative stress and impaired methylation capacity in children with autism1,2

S.J. James1, Paul Cutler, Stepan Melnyk, Stefanie Jernigan, Laurette Janak, David W Gaylor and James A Neubrander

1 From the Department of Pediatrics, University of Arkansas for Medical Sciences, and the

Arkansas Children's Hospital Research Institute, Little Rock, AR (SJJ, SM, and SJ); Niagara Falls, NY (PC); Colden, NY (LJ); Gaylor and Associates, LLC,

Eureka Springs, AR (DWG); and Edison, NJ (JAN)
 

in occasione del  

 7°Congresso Internazionale Teorico-Pratico di Nutrizione Olistica tenutosi a COSTERMANO del GARDA -VR il Dr.Mariani ha incontrato  il Prof. Paul Shattock (Immunologo dell'University of Sunderland, GB)

 che ha tenuto una interessantissima relazione sugli

Sviluppi della ricerca nell’autismo

il Prof. Paul Shattock  é il responsabile dell'

il Dr.Mariani con il Prof. Paul Shattock

Per informazioni più approfondite: http://www.genitoricontroautismo.org

http://www.vaccinetwork.org

http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=50

http://www.autism-society.org/site/PageServer

http://www.iodellasalute.it/

http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=13

 

NON C'E' MARE SENZA MERCURIO

AMBIENTE: TROVATI 15 KG DI MERCURIO IN RISERVA MARINA SICILIANA

23/05/07 08:32 (ANSA) - SIRACUSA, - Quindici kg di mercurio allo stato puro nascosti in una costruzione abbandonata nel cuore della riserva naturale dell'area marina protetta del Plemmirio. Il ritrovamento e' stato effettuato nei giorni scorsi dai militari della squadra navale della guardia di finanza di Siracusa ma la notizia e' stata ufficializzata solo stamani dopo che le analisi eseguite dai tecnici dell'Arpa hanno accertato che quello ritrovato e' mercurio allo stato puro, un metallo dal potenziale inquinante altissimo. Se questi 15 kg di mercurio fossero finiti in acqua le conseguenze per l'ecosistema marino sarebbero state devastanti, hanno detto gli investigatori. Il mercurio era contenuto in due flaconi di plastica, del peso di oltre sette kg ciascuno, ed erano all'interno di una ''casamatta'', una delle costruzioni militari del secondo conflitto mondiale delle quali e' disseminata la costa siracusana. Nessuna indicazione da parte della Finanza circa la possibile provenienza del mercurio, sostanza della quale e' cessato ormai da diversi anni l'utilizzo anche nella vicina zona industriale di Priolo.

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la repubblica giovedì 23 gennaio 2008  

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Un caso tristemente noto di avvelenamento da mercurio riguarda il GIAPPONE:
Fra il 1956 e il 1971 una fabbrica di acetaldeide, prodotto chimico nella cui lavorazione si utilizza mercurio come catalizzatore, inquinò con propri scarichi il fiume che sbocca nella baia di MINAMATA; tale inquinamento fu all'origine di una grave patologia che causò la morte di varie decine di persone. Nel fango dei fondali (come pure nel terreno) il mercurio si combina con materiali di origine organica formando metilmercurio, un composto gravemente tossico: esso viene assorbito nella catena alimentare, dai produttori e poi si concentra sempre più a ogni livello della piramide alimentare; è quindi particolarmente pericoloso per l'uomo ed in generale per i carnivori.

Questo altro evento catastrofico chiarì ulteriormente la relazione tra l'inquinamento da sostanze chimiche e l'incremento delle nascite di bambini malformati. Due grosse comunità giapponesi subirono dei danni ingenti:gli abitanti a Minamata ed a Niigata.

Questi due villaggi posti sulle sponde di due importanti fiumi pesantemente inquinati a causa degli scarichi di sostanze tossico-nocive, quali il mercurio e il metilmercurio, prodotti nelle grandi industrie concentrate nella zona. Queste popolazioni si cibavano preminentemente del pesce dei loro fiumi con alte concentrazioni di mercurio.
Molti furono i morti a causa della grave intossicazione ed un'elevata percentuale di bambini presentò gravi lesioni a carico dell'apparato neurologico, quali ritardo mentale, atassia, convulsioni a causa dell'ingestione del pesce inquinato da parte delle loro madri durante la gravidanza.
 

 

 

Non c’è mare senza mercurio, con conseguente inquinamento della fauna ittica.

 Riguardo i pesci di grossa stazza.nel gennaio del 2001 la fda informa il rischio per donne in età fertile, specialmente quelle incinte ed in allattamento, oltre che per i bambini sotto gli otto anni, di consumare certi  generi di pesce che possono contenere livelli alti di metil-mercurio.

Il documento pubblicato dall'fda dichiara testualmente che: Pesci come squali, tonno e pescespada contengono livelli alti di metil-mercurio che può danneggiare il sistema nervoso dello sviluppo di un bambino non ancora nato."

Questi pesci accumulano metil-mercurio  perché hanno vissuto a lungo e sono di grande stazza. Inoltre il metil-mercurio può essere presente naturalmente nell'ambiente e rilasciato nell'aria attraverso l’inquinamento industriale. 

L’ fda riconosce che il pesce é parte importante di una dieta equilibrata.

L’ fda consiglia di selezionare una varietà di altro genere di pesce, anche di oceano ma di piccola taglia.

Si può mangiare senza rischi 12 once (350 grammi) per settimana di pesce cucinato.  La grandezza di un pesce è da 3 (170 gr) a 6 once (85 grammi) .

 

 

ciclo biologico del merurio

Il mercurio inorganico, una volta trasformato in metilmercurio organico, viene assorbito facilmente dagli animali acquatici e, attraverso la catena alimentare, raggiunge l'uomo. Purtroppo, il metilmercurio viene eliminato molto lentamente e dà origine al fenomeno della bioaccumulazione, per cui, a partire dagli organismi acquatici più semplici e passando via via a quelli più complessi (i pesci predatori), il livello di metilmercurio può raggiungere valori sempre più elevati.
Se vogliamo stilare una graduatoria di rischio per le diverse specie ittiche, possiamo dire  che, in genere, sono i pesci predatori a mostrare una maggior tendenza all'accumulo di mercurio. Un altro fattore che può incidere sono le dimensioni: diverse ricerche hanno evidenziato che gli esemplari di grossa taglia contengono mediamente una maggior quantità di mercurio.  Un po' di cautela può essere utile, quindi, nel consumo di tonno, palombo e pesce spada, mentre per i pesci piccoli a carne bianca, come le sogliole e il nasello, oppure gli esemplari di pesce azzurro di piccola taglia tipici dei nostri mari, come le sardine e le alici, non si pongono particolari problemi. Anche orate, branzini e altre specie pregiate, meglio sempre se di piccola taglia, possono trovare frequentemente spazio sulla nostra tavola, come del resto seppie, polpi e calamari.


 

 

 

 

dall'Espresso del 24 novembre 2005:

ALLARME MERCURIO

PESCA PERICOLOSA

tabella a cura dell'

 

  

converti il tuo peso in libbre e vai sul CALCOLATORE EWG
1 kg = 1000 g = 2,2046 libbre

 

In accordo agli  standards di salute dell'FDA,
un uomo che pesa 70 kg potrebbe mangiare
 la settimana max 4.8 ounce di tonno ovvero 136 g
1 oncia = 28,3495 g

 

del 15 dicembre 2006

Un dossier sullo stato del Mediterraneo quantifica gli scarichi industriali che finiscono in mare. Possiamo continuare a mangiare in sicurezza sogliole, trote, pesci spada, tonno e altro? Studi accurati dell'Istituto nazionale di alimentazione e nutrizione dicono che...

 

Se e quanto il pesce che viene pescato nei nostri mari sia inquinato, e se vi siano rischi per la salute, è una domanda comune. Soprattutto ora che sono disponibili dati più precisi sugli scarichi in mare di circa 9.400 industrie costiere dei 21 paesi del bacino del Mediterraneo.
Durante l'ultima conferenza su questo tema (al Cairo, in Egitto), cui hanno partecipato tutti i ministri dell'Ambiente dei paesi euromediterranei, è stato presentato un rapporto chiarificatore, basato sul Piano d'azione per il Mediterraneo del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (Unep-Map): vi si legge che le industrie rivierasche scaricano ogni anno in mare 85 mila tonnellate di metalli pesanti, 200 mila tonnellate di azoto, 900 mila tonnellate di fosforo, 47 tonnellate di policiclici aromatici.

Più in particolare: le raffinerie di petrolio scaricano il 98,9 per cento degli idrocarburi, il 99,5 per cento dei fenoli e il 42 per cento del cadmio; l'industria metallurgica il 98,8 per cento dello zinco e l'85 di oli e grassi; gli allevamenti su scala industriale inquinano con il fosforo (94 per cento); dalle fabbriche di fertilizzanti arriva mercurio (98,8 per cento), piombo (42,2) e oli e grassi (14,7); organoclorurati (96,2) e piombo (55,7 per cento) dall'industria chimica e della carta.

Spiega Francesco Saverio Civili, direttore del Programma Med Pol per la sorveglianza dell'inquinamento del Mediterraneo: «È vero che gli inquinanti chimici possono accumularsi soprattutto nei pesci, ma in realtà non ci sono rischi immediati per chi se ne nutre. I dati sono stati raccolti perché la situazione va tenuta sotto controllo e calcolare quanto inquina ogni singola nazione aiuta a stabilire le specifiche responsabilità dei paesi, quindi a mettere a punto gli interventi più urgenti».

Restano molte domande. Per esempio: per cautela, data la presenza di questi inquinanti, che si aggiungono a quelli naturali presenti nel mare come il mercurio, dovremmo limitare il consumo di pesce? E quali pesci preferire? Elena Orban, direttore dell'Unità tecnologie alimentari e studio prodotti ittici dell'Inran (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione), ha effettuato indagini dal 2000 a oggi su pesci di mare, di lago e di allevamento, e sui mangimi: «Innanzi tutto occorre rendersi conto che il mercato del pesce è fortemente globalizzato. Possiamo trovare prodotto da pesca e di acquacoltura, nazionale e non. Il 100 per cento delle trote italiane, il 70-80 per cento di spigole e orate, quasi il 100 per cento dei salmoni, allevati in gabbie sospese nei fiordi norvegesi, provengono da acquacoltura».

Tra le industrie

più inquinanti,
raffinerie di petrolio,
industria metallurgica,
fabbriche di fertilizzanti,
allevamenti intensivi

Il tonno che arriva nel Mediterraneo, prosegue Orban, viene catturato e in parte allevato in gabbie in mare, ingrassato e venduto soprattutto nel mercato giapponese. Nei supermercati si trovano grandi quantità di pesce preparato in filetti. Come il pangasio, un pescegatto allevato in gabbie nel fiume vietnamita Mekong, e diverse specie di merluzzo atlantico.
Le anguille invece possono provenire sia da ambienti lagunari, come quelli di Comacchio, Lesina, o lacustri, come i laghi laziali. Oppure essere di allevamento. Le specie non allevate sono soprattutto sgombri, alici, sardine, triglie, naselli, pesci spada, cernie, sogliole e rombi (adesso qualcuno prova ad allevare anche queste due ultime specie).

Allora, meglio il pesce d'allevamento o quello selvatico? E quali specie sono più a rischio di inquinamento? Alcuni contaminanti si accumulano prevalentemente nei tessuti grassi. Silvano Focardi, professore di ecologia e rettore dell'Università di Siena, riassume così il problema: «C'è un effetto che si chiama biomagnificazione: i pesci di grossa taglia come tonni, pesci spada e squali contengono più contaminanti, perché occupando i piani alti della piramide alimentare predano pesci più piccoli e accumulano grandi quantità di metilmercurio. Non solo, in genere, più aumenta l'età di un pesce, più crescono le sue dimensioni e dunque le quantità di sostanze tossiche nel grasso».
                                                  

Aggiunge Orban: «Per quanto riguarda pcb, cioè policlorobifenili, e pesticidi organoclorurati, più grasso e di grandi dimensioni è un pesce selvatico, più probabilità c'è che possa contenerli. Animali più piccoli, come alici e sardine, hanno vita breve e accumulano molto meno sostanze nocive».
Per saperne di più, il suo gruppo ha condotto studi sui livelli di mercurio nei tessuti muscolari del tonno rosso, pubblicati lo scorso maggio. Risultato: i tonni di 25 chili avevano livelli di 0,5-0,7 mg per chilo di prodotto, e la legge prevede che si possa arrivare fino a 1 mg.

Per superare il livello massimo di consumo settimanale di mercurio (0,3 mg) stabilito da Fao e Oms, dovremmo mangiare, in sette giorni, 1 kg di tonno o numerosi chili di altre specie, che in generale ne contengono da 0,01 a 0,1 mg/kg. «Certamente ci sono tonni anche di 40, 50 fino a 300 kg, in cui i livelli di mercurio possono essere superiori. Ma sono rari sui nostri mercati» conclude Orban.
Altri controlli sono stati svolti su alcune scatole di tonno all'olio o al naturale: «Nel tonno pinna gialla, specie utilizzata per le scatolette, abbiamo riscontrato un livello di inquinanti ancora minore. Poi analisi effettuate sui pesci di allevamento come trote, orate e spigole, anguille di provenienza nazionale hanno rivelato quantità molto al di sotto dei limiti di legge di mercurio e altre sostanze accumulabili nel grasso. E ciò sebbene il pesce d'allevamento ne contenga di più di quello selvatico».

Questi risultati incoraggianti si devono al fatto che i mangimi, e le materie prime che li compongono, sono regolati da normative molto restrittive, che riducono il rischio. I mangimi contengono farine vegetali, integratori vitaminici e minerali, farine di pesce ricavate da alacce, sarde, che tempo fa sono finite nella bufera perché si sospettava che contenessero diossina. Sospetti che si sono poi rivelati infondati.
Dal punto di vista nutrizionale, il pesce è ricco di acidi grassi omega 3, importanti perché fanno parte delle nostre membrane cellulari; sono essenziali per lo sviluppo del cervello e della retina, ma soprattutto danno origine ad alcune molecole (chiamate eicosanoidi) che migliorano la fluidità del sangue.

Gli omega 3 dei pesci sono in prevalenza a lunga catena, fino a 22 atomi di carbonio. Alcuni di questi, Epa e Dha, sono presenti solo in pesci, crostacei e molluschi, altri (acido linoleico) negli oli di semi. Ci si chiede se i pesci di allevamento ne contengano meno di quelli selvatici, oppure se il loro valore nutritivo sia lo stesso.
Risponde Orban: «Dal punto di vista organolettico il pesce selvatico possiede meno grasso, più aroma di mare, di alga e carne più consistente. I valori nutritivi sono elevati in egual misura nei pesci allevati e in quelli selvatici: vitamine, proteine e acidi grassi in abbondanza».

...e in Italia che succede ?
 

 il mare di PRIOLO - Golfo di Augusta il 10 settembre 2001

MERCURIO IN MARE E NEI TOMBINI

Trovato MERCURIO ventimila volte superiore alla norma
 

il dato sulle malformazioni neonatali

Dal 1980 cominciano le prime segnalazioni di nascite di bambini malformati: in quell'anno su 600 nati si ebbero 13 bambini con malformazioni congenite di diverso tipo, di cui sette non sono sopravvissuti. Scattò l'allarme, visto il sospetto effetto teratogeno delle scorie tossiche industriali, per cui il Ministero dell'Ambiente istituì nell'ospedale di Augusta un Centro di monitoraggio. Dal 1980 al 1989 la percentuale dei nati malformati ad Augusta è stata dell'1,9% (140 casi su 6984 nati), contro una media nazionale dell'1,54% e una percentuale per l'Italia meridionale dell'1,18%. Nel decennio successivo, dal 1990 al 2000, la percentuale ad Augusta aumenta fino ad una media dell'intero decennio del 3,12% (221 casi di malformati su 6945 nati), con un picco nell'anno 2000 con il 5,6% dei nati malformati. Nell'anno 2001si sono avuti 22 casi di malformati su 573 nati (3,5% dei nati). Da un raffronto tra i dati di Augusta e quelli del registro siciliano per la Sicilia orientale, circa le singole malformazioni, risulta un eccesso ad Augusta per quanto riguarda le cardiopatie congenite (235 per mille ad Augusta, contro il 196 del resto dell'area) e l'apparato urinario (59 per mille contro il 46). Ad augusta risulta un eccesso anche per quanto riguarda le malformazioni genitali: negli anni 1980-89 interessavano il 214 per mille dei nati (quando la media nazionale era del 100 per mille), mentre nel decennio 1990-2000 i casi sono aumentati al 303 per mille. In particolare, tra le malformazioni dell'apparato genitale, l'ipospadia (per ipospadia si intende un'anomalia congenita del pene dovuta ad un incompleto sviluppo dell'uretra maschile) nel periodo 1990-'98 in Augusta ha interessato il 132 per mille dei nati, contro un 79 per mille nella Sicilia Orientale.
L'inchiesta in corso della Magistratura siracusana, la cui prima parte si è conclusa con la conferma dei dati che avevano destato l'allarme (5,6% nell'anno 2000), prosegue alla ricerca di nessi causali e responsabili. I dati fin qui elencati pertanto rappresentano una vera minaccia alla salute del cittadino.

 

tratto da

del 26 Gennaio 2005

Siracusa, in procura dossier su triangolo della morte

PALERMO - Neonati malformati, con un solo testicolo, con gravissime allergie, con problemi cardiaci, malati di asma. Forte crescita dei morti a causa di tumore, nel triennio 2000-2002 sono aumentati del 7% rispetto al quinquennio 19995-1999. Due studi, uno dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e uno dell'Enea, che mettono in evidenza un incremento di tumori alla trachea, bronchi e polmoni negli uomini. Smog, polveri organiche e inorganiche, circa 170 mila tonnellate annue di rifiuti prodotti, depauperamento della falda idrica ed esistenza di diversi impianti a rischio in una zona altamente sismica.

Sono solo alcuni dei punti messi in luce da un esposto di otto pagine firmato dagli abitanti del triangolo industriale Priolo-Melilli-Augusta e dei comuni di Floridia, Solarino e Siracusa, riuniti in tre comitati cittadini, inviato al procuratore di Siracusa e al procuratore generale di Catania oltre che al presidente della Regione e ad altri rappresentanti istituzionali. I tre comitati di cittadini del cosidetto «triangolo siracusano della morte» denunciano i danni causati dalla costruzione, intorno al 1948, di industrie chimiche, petrolchimiche e per la raffinazione del petrolio tra Priolo-Melilli-Augusta.

Dal 1979 sono state registrate nella baia di Augusta ripetute morie di pesci e tuttora vengono pescati esemplari con due code, più occhi, e con altre malformazioni. Nel 1980 il pretore di Augusta ha sollecitato il Ministero della Sanità a inviare una Commissione d'inchiesta facendo entrare Siracusa in un programma di monitoraggio dell'Indagine Policentrica Italiana Malformazioni Congenite. Nel 2002 - è scritto nell' esposto - nella relazione della Commissione Ambiente del Senato si afferma che «i siti di Priolo e Augusta non siano più un'area a rischio di crisi ambientale ma un'area in crisi ambientale per cui si rendono indispensabili interventi legislativi e finanziari che consentono di affrontare con tempestività la drammatica emergenza».

I comitati chiedono quindi ai sindaci dei comuni dell'area interessata di sollecitare le industrie a mettere in atto moderne tecnologie per abbattere le emissioni inquinanti e al presidente della Regione di fissare valori limiti più restrittivi per le emissioni. I cittadini nell' esposto diffidano «il presidente della Regione, il commissario straordinario per la gestione dei rifiuti e l'assessore all'ambiente dal rilasciare autorizzazioni alla costruzione o all'ampliamento di impianti».


 

da puntata di lunedì 09/06/2003

MERCURIO NEL PESCE E BENZINA NELLE ARANCE

AUTRICE
Su questi 20km di costa da 20 anni all'ospedale di Augusta nascono bambini deformi con percentuale in crescita costante.

GIACINTO FRANCO - Primario pediatra ospedale di Augusta
La percentuale è andata progressivamente aumentando per stabilizzarsi al 3% negli anni 90, al 3.5% nel '96,'97,'98 e giungere al 5.6% nel 2000.

AUTRICE
Il sospetto, fondato, è che le malformazioni siano imputabili all' assunzione di mercurio durante la gravidanza, attraverso l'alimentazione, cioè con il pesce.
Le malformazioni riguardano l'apparato genitale, urinario, respiratorio, scheletrico.

GIACINTO FRANCO - Primario pediatra ospedale di Augusta
Si può andare da quello a cui manca, per esempio, l'avambraccio, a cui manca qualche dito della mano…a quello che ha un difetto di sviluppo di un… mi riferisco in questo momento a casi specifici, a quello a cui manca il perone, la stragola, il calcagno, qualche dito del piede.
E' stato addrizzato perché era tutta storta, vede…ha il piedino storto, non aveva la stragalo, non ha la stregalo per cui il medico di Trieste ha fatto un' ottima operazione, appunto per far si che ha messo tutta in asse la malformazione , e l'ha appunto protesizzata..
Nel 2000 su poco più di 600 nati ci sono state, se non ricordo male, 30 casi di malformazioni, qui ad Augusta. Se andiamo sulla media siciliana dovrebbero essere 10, no 30.
Qui non si vede. Qui dall'inizio quand'era neonato la differenza era di pochi millimetri, naturalmente, con l'andare degli anni la differenza aumenta e oggi, che ha 11 anni, é quasi 30 cm.

GIACINTO FRANCO - Primario pediatra ospedale di Augusta
Si, si. Cioè, il bambino é perfettamente bellissimo. Cioè é un bambino stupendo… robusto, alto, però purtroppo…

INTERVISTATO
Quando mi interrogo sul fatto la colpa la do a me, prima di tutto il colpevole sono io perché accettare uno scempio di questo non è cosa da persone razionali o umane.
Tu qui non sai se il pesce viene pescato dentro al porto o fuori dal porto, lo compri e lo mangi, punto e basta.

MAURIZIO MUSCO - Pubblico Ministero Procura Siracusa
Nell'acqua di mare dovrebbe essere pressocché assente il mercurio ed io ne ho trovato nei sedimenti fino a 121 milligrammi kg.


GIACINTO FRANCO - Primario pediatra ospedale di Augusta
Fino a poco tempo fa tutto quello che dicevo era fortemente contrastato, cioè erano mie invenzioni.

puntata trascritta interamente :  http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E90153,00.html

 

dall'Espresso del 24 novembre 2005 pag.279

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dopo PRIOLO

accade anche a GELA

 

da "la repubblica" di giovedì 14 luglio 2005

Gela: veleni chimici e malformazioni

Studio della Regione: dove ci sono raffinerie ci si ammala di più, si muore sempre di più

GELA - Dove volevano morire di cancro piuttosto che morire di fame ** i veleni hanno portato altri orrori. Ed è lì, solo lì tra le ciminiere che sputano
fiamme che l´aria è un morbo. E´ in quella Sicilia che un tempo sognava per
i suoi giacimenti e per le sue trivelle che nascono bambini malformati,
tanti. Più che a Porto Marghera. Più che a Taranto. Più che nell´inferno di
Priolo e di Melilli. «Per le ipospadie un dato così alto non si era mai
ufficialmente registrato in realtà industriali del mondo intero», rivela la
relazione che un´équipe di periti ha appena consegnato alla magistratura di
Gela. Sono numeri da paura.
Un´indagine scopre che su 13 mila nati tra il 1992 e il 2002 quasi 700
presentano malformazioni cardiovascolari, agli arti, all´apparato
digerente, ai genitali esterni soprattutto. Queste ultime risultano
superiori alla media nazionale più del 250 per cento. «In letteratura non è
riportato nulla di simile, certi valori per le ipospadie si erano sfiorati
fino ad ora solo nell´area di Augusta», spiega Fabrizio Bianchi, primo
ricercatore del Cnr, coordinatore italiano delle rete europea sulle
malformazioni congenite e anche uno degli esperti che sta «analizzando» i
danni provocati dai camini che buttano fumi mortali dentro e intorno alla
quinta città siciliana per abitanti, 100 mila, una striscia di terra dove
in certi giorni il mare davanti è color dell´inchiostro. Ma paura fanno
anche quegli altri risultati venuti fuori da uno studio del Ministero della
Salute e dall´Osservatorio epidemiologico della Regione sui «siti
industriali» dell´isola, il «triangolo» a nord di Siracusa, Milazzo,
Biancavilla. Dove ci sono raffinerie ci si ammala sempre di più, si muore
sempre più facilmente, l´incidenza dei tumori è del 50 per cento in più che
nel resto della Sicilia.
E´ Gela il caso più spaventoso. Ed è a Gela che un´inchiesta giudiziaria
proverà a stabilire il nesso di causalità tra veleni chimici e
malformazioni.
Sono già state esaminate 50 mila cartelle cliniche, un´esplorazione a vasto
raggio sui bimbi nati male e un´altra sulle morti sospette tra i 7 mila
dipendenti transitati nei reparti degli stabilimenti dell´Anic e dell´Agip
fin dal 1959, l´anno di apertura del Petrolchimico, l´anno del signore in
cui Gela e quella Sicilia ammaliata da Enrico Mattei inseguirono il
miraggio dell´oro nero.
La ricerca sugli effetti tossici è stata ordinata dal sostituto procuratore
Alessandro Sutera Sardo, lo stesso che nel 2002 fece chiudere quattordici
serbatoi e due depositi di carbone della raffineria. L´inchiesta procede
sulla base dei numeri che fornisce un pool di esperti: Fabrizio Bianchi
Cnr, Sebastiano Bianca, genetista, Pietro Comba, Iss, Annibale Bigeri,
statistico. Sono loro che hanno raccolto ed elaborato i primi dati. «Ci
sono picchi che lasciano sgomenti», racconta il sostituto procuratore
Alessandro Sardo Sutera. La percentuale di bimbi malformati a Gela è di 40
su mille. Di quei 40 casi, 5 sono ipospadie. Ma tante sono anche le
malformazioni cardiovascolari.
Ecco un passo della relazione degli esperti trasmessa alla procura:
«L´eccesso di rischio osservato a Gela per i difetti dei setti cardiaci e
dei grandi vasi è consistente. In particolare eccessi positivi sono stati
riportati in associazione con contaminazione di metalli pesanti e/o
solventi organoclorurati presenti nelle acque ad uso civico, piombo in aree
contaminate, solventi organici in ambiente lavorativo o residenziale,
composti fenolici, per l´esposizione materna e paterna a pesticidi e per la
residenza vicina a discariche di rifiuti». Le sostanze che appestano sono
tante altre. Idrocarburi aromatici. Diossine. Mercurio. Arsenico.
I quasi 700 bambini con handicap sono stati tutti individuati, rintracciati
e visitati. «E cinque di loro sono stati salvati per miracolo, operati
d´urgenza negli ospedali di Catania», ricorda il magistrato di Gela. La sua
inchiesta scava sulle malformazioni ma punta anche a verificare un
collegamento «tra la presenza del petrolchimico e i tumori». Una prima
analisi ha accertato quanti morti di cancro ci sono stati negli ultimi 40
anni tra i dipendenti: 641. Una seconda analisi ha selezionato 195 casi,
quelli di «elevata probabilità di ricondurre la morte all´esposizione» dei
veleni dello stabilimento. Gli esperti stanno lavorando su questi 195
decessi. Per tumore al polmone se ne sono andati in 60, 35 quelli morti per
un male all´apparato respiratorio e 34 per leucemia. Tutti gli altri per
mesoteliomi, nefropatie, morbo di Parkinson. A Gela è stato riscontrato un
tasso di mortalità superiore alla media italiana del 57% in più per i
tumori allo stomaco per i maschi e del 74% in più al colon retto per le
femmine, più del 13% gli uomini e più del 25% le donne gelesi decedute per
malattie cardiovascolari, 20% in più le cirrosi diagnosticate a maschi e
femmine. «Fino a questo momento abbiamo individuato 25 casi sicuri di
persone colpite da tumore che lavoravano là dentro», dice Sutera Sardo,
dipendenti del petrolchimico morti di petrolchimico.
Per le esalazioni di acido solforico e per l´amianto, per l´ammoniaca
respirata, per il benzene e per il benzolo, per il mercurio. L´inchiesta
giudiziaria sull´impianto di Gela sarà probabilmente chiusa alla fine
dell´anno. Ma già i primi numeri raccontano quanto è costato il sogno
industriale siciliano.

** riferimento a quanto successo 4 anni fa, allorché di fronte alla prospettiva di bruciare il pet-coke i lavoratori di Gela (e il segretario regionale Cgil ) ci chiesero di tacere, perchè è meglio morire di cancro tra 10 anni che di fame subito

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da "la repubblica" di sabato 11 novembre 2006   pag.29

leggi l'articolo

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tratto da

del 12 Novembre 2006

Bimbi malformati, Gela si interroga

GELA (CALTANISSETTA) - Gela si interroga su 50 anni di industrializzazione e di inquinamento ambientale selvaggio, e conta i suoi bambini malformati, i casi di tumore e le malattie renali, respiratorie e cardiovascolari, che qui hanno un'incidenza doppia rispetto alla media nazionale. Gela come Augusta. E come è successo nel Siracusano, anche qui accuse e sospetti vengono rivolti al petrolchimico dell'Eni, il "mostro", come lo chiamano in tanti.

Nel 2003, il geologo Giuseppe Risotti e il chimico Luigi Turrito, incaricati allora dal sostituto procuratore della Repubblica, Serafina Cannatà, consegnarono una relazione secondo cui nella falda sottostante lo stabilimento giacevano 44 mila tonnellate di gasolio, proveniente dalle perdite dei serbatoi. E il magistrato chiuse la fabbrica per obbligare l'azienda a rifare i fondi alle cisterne.

Altri dati allarmanti stanno venendo fuori dalle indagini svolte dai periti (Fabrizio Bianchi, epidemiologo del Cnr, e dal genetista Sebastiano Bianca, di Catania) nominati dal sostituto Alessandro Sutera Sardo, che sta indagando su malformazioni e tumori negli 11 anni presi a campione: dal 1992 al 2003.

Le malformazioni neonatali accertate in questo periodo riguardano 520 bambini su 13.060 nati vivi, con una incidenza del 4%. Il riferimento ai "nati vivi" è indispensabile, perché non esistono fonti capaci di fornire indicazioni attendibili sulle malformazioni dei piccini nati morti o di quei feti malformati per i quali i genitori hanno deciso l'aborto, dopo l'accertamento di patologie genetiche durante i primi mesi di gestazione.

Un ginecologo, Giuseppe Turco, ha detto che "i dati sulle malformazioni sono molto più gravi di quanto non emerga dallo studio ordinato dalla magistratura, perché alle statistiche sfuggono i casi che noi mandiamo presso strutture di altri centri". Le malattie genetiche sarebbero causate dall'esposizione agli "interferenti endocrini" (prodotti chimici, policiclici aromatici, fenolici, metalli pesanti come il mercurio, pesticidi, solventi, ecc.) che entrano nel ciclo alimentare (verdure, pesci, ecc.) e fanno impazzire le funzioni ormonali dei soggetti che li ingeriscono.

Particolarmente alta tra le malformazioni l'incidenza (una su sei) delle "ipospadie", ovvero l'insufficiente sviluppo dell'uretra. Ma si assiste anche alla nascita di bimbi con sei dita alle mani o ai piedi, senza un orecchio, senza il palato, idrocefali con teche craniche di dimensioni abnormi, e altro.

Ora che i dati sono stati resi noti sia dal magistrato inquirente sia dal sindaco, le famiglie dei bambini malformati si sono riunite in comitato, sollecitate da un pediatra, Antonio Rinciani (consigliere comunale della Rosa nel Pugno e presidente della commissione consiliare alla sanità), che ha più volte denunciato una "situazione da allarme". Una prima riunione si è svolta ieri.

Il sindaco, Rosario Crocetta, ha annunciato che il Comune si costituirà parte civile ai processi per i casi gravi di inquinamento ambientale e ha annunciato l'istituzione di un fondo da 300 mila euro per aiutare le famiglie povere di quei malati di tumore costretti ad affrontare spese insostenibili.

Per il 20 novembre ha convocato una conferenza di servizi con autorità sanitarie, enti di controllo regionali (Arpa) e provinciali (assessorato al territorio e ambiente) e l'Eni sulla questione della tutela dell' eco-sistema per uno sviluppo sostenibile, ma soprattutto per la riduzione delle emissioni e la bonifica del comprensorio. Il presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Federico (Mpa) ha convocato per il 16 novembre una riunione monotematica sulla questione ambientale.
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NON C'E' AMALGAMA SENZA MERCURIO

 

La parola amalgama deriva dalla parola araba

"al malgham"

che significa “mercurio con”,

è per definizione una lega di metalli con mercurio.

I vari tipi di amalgame prendono il nome dal metallo (argento, stagno, rame, palladio, indio) presente in quantità maggiore dopo l'ingrediente principale: il mercurio (perciò non si parla di amalgame di mercurio, nello stesso modo in cui non parliamo di yogurt caseario, ma di yogurt alla fragola). Riguardo le amalgame è un problema presente da  quasi un secolo. già nel 1919 Lindlair affermava che “le amalgame possono pregiudicare gravemente il vigore delle facoltà lavorative”. Un libro di testo del1961 - manuale di chimica inorganica di Gmelin – affermava per la prima volta e senza riserva alcuna che:  “alcuni avvelenamenti cronici possono presentarsi in pazienti trattati con piombatura d'amalgama.” Il Tribunale di Francoforte (Perizia sull’amalgama, Kiel 1997)  ha così definito l’amalgama: "…..dalle otturazioni di amalgama deriva palesemente un rischio non irrilevante per la salute umana. L’amalgama può fare ammalare, cioè essa è generalmente in grado di provocare disturbi sanitari in un numero rilevante di persone portatrici di amalgama".

guarda il video


In Svezia, da ormai dieci anni le amalgame sono state rimosse dalla bocca di tutta la popolazione a spese dello stato. In Italia nell’ottobre 2001 il Ministero della Salute ha formulato un decreto legge -
il Decreto del 10 ottobre 2001 – dal titolo“ Divieto di utilizzazione e immissione in commercio, sul territorio italiano di amalgami dentali non preparati sotto forma di capsule predosate e precauzioni ed avvertenze da riferire nelle istruzioni per l’uso degli amalgami dentali posti in commercio in Italia.” Il decreto, tra l’altro, affermava all’articolo 2  punto f di “evitare per prudenza la posa e la rimozione dell’amalgama in pazienti con allergia per l’amalgama, gravidanza, allattamento, bambini sotto i sei anni d’età, pazienti con gravi nefropatie”, oltre che "gli utilizzatori e, se del caso, i pazienti, devono essere informati delle precauzioni di impiego da osservare".
Comunque nonostante quanto detto a tuttoggi l’amalgama é il materiale più largamente usato dai dentisti di tutto il mondo per il restauro dei denti posteriori.Si calcola che ogni anno nel mondo vengano eseguiti 500 milioni di restauri con questo materiale e 200 milioni nei soli Stati UnitiIl problema dato dall’amalgama e che questa stabile per anni, poi ad un certo punto inizia a rilasciare ppm di metilmercurio.Vernici contenenti mercurio sono state bandite perché producevano vapori di mercurio dai 2 ai 3 microgrammi/m3. Otturazioni ad amalgame producono da 6 a 150 microgrammi/m3.
I
l mercurio rilasciato dalle amalgame è paragonabile ad una fontana che perde lentamente riempendo dei vasi comunicanti, non appena uno o più di questi sono  riempiti appaiono i primi sintomi. Il mercurio, così come gli altri metalli pesanti, non viene espulso dall’organismo dalle sue vie di fuga: urine, sudore, feci. Il Mercurio si deposita nell’organismo, specie nei tessuti molli, alterando le normali funzioni soprattutto nel SNC (Sistema Nervoso Centrale) provocando depressione, paure, allucinazioni, perdita di concentrazione, irritazione, perdita di memoria. Il mercurialismo cronico provoca una sintomatologia esattamente sovrapponibile alla sclerosi multipla. Inoltre tutti i metalli (quindi anche le amalgame) immessi nella bocca, producono facilmente ed in molti casi un "cortocircuito" elettronico delle terminazioni nervose (sensori) che sono sulla parete della mucosa buccale, in quanto essi sono costantemente presenti in ambiente umido e molto spesso bagnato da liquido leggermente acido e salino, ottimo conduttore delle energie bio elettroniche, quindi la risultante è come vi fossero cortocircuiti fra terminazioni nervose della mucosa, lingua, palato, gola; i metalli presenti modificano anche il pH della saliva. Il metilmercurio interagisce con molte delle attività enzimatiche, spiazzando i coenzimi metallici. Questo si evidenzia quando si scopre una carenza di Ferro, Rame, Zinco come  conseguenza si hanno gravi disturbi nella funzione enzimatica e nella sintesi dell’emoglobina. 

 
 Le otturazioni di amalgama contengono il 50%  di mercurio. Il mercurio  è l’elemento più tossico tra quelli non radioattivi. Basti pensare che  i dentisti sono tenuti per legge a trattare le amalgame di scarto come “rifiuti solidi pericolosi”. 

Il mercurio esce dall’otturazione nei seguenti modi:

· per corrosione

· per vaporizzazione 

· per diffusione alla radice del dente 

Nell’otturazione di amalgama dopo dieci anni rimane solo il 50% del mercurio iniziale, dopo ventanni solo il 20%. 

 

DISFUNZIONI METABOLICHE COMUNEMENTE ASSOCIATE A LIVELLI DI MERCURIO OLTRE LA NORMA

Milionesimi di grammi di mercurio lasciano ogni istante l’otturazione nella vostra bocca e vanno ad accumularsi nei tessuti sovraccaricando ed intossicando gli organi.  

il mercurio:

· è tossico per i reni

· disturba la produzione ormonale

· danneggia le cellule del cervello

· danneggia ed indebolisce il sistema immunitario

· causa disordine e distruzione del sistema endocrino

· riduce la capacità del sangue di trasportare ossigeno.

· si accumula nel cuore e danneggia le valvole del miocardio.

· interferisce con molti metabolismi che forniscono energia   all’organismo a livello cellulare.

· la sua presenza causa carenze di nutrienti essenziali quali  selenio, magnesio, zinco e vitamina B12.

· è una tossina per la riproduzione e lo sviluppo, inibendo la sintesi del dna e rna, produce mutamenti genetici.

esistono piu’ di 10.000 lavori scientifici pubblicati  che descrivono gli effetti tossici del mercurio.

 

 
CHE FARE ?

L'otturazione di amalgama rilascia quantità giornaliere di mercurio molto basse, tutti i giorni, anno dopo anno. Cioè è come un rubinetto che perde una goccia al giorno in una vasca, riempiendola lentamente e inesorabilmente. 

 

LA RIMOZIONE PROTETTA
occhio a come rimuovere le amalgame!

 

Il dentista NON deve andare a trapanare direttamente l'amalgama per rimuoverla: Tale processo comporterebbe la vaporizzazione con il trapano dell'intera amalgama.

Il paziente respira nuvole concentratissime di mercurio (nel cavo orale si raggiungono esposizioni 300- 400 volte superiori ai valori soglia stabiliti in ambiente di lavoro) ed un ulteriore pericolo proviene dalle centinaia di minuscoli frammenti di amalgama che possono essere inghiottiti. Al pericolo di esposizione cronica ad una goccia giornaliera di mercurio subentra il pericolo di esposizione acuta ad una quantità massiccia di mercurio. Per evitare questa grave esposizione e consentire al paziente comunque di liberarsi dell'amalgama dentale, bisogna usare degli accorgimenti che riducano l'esposizione del paziente e l'assorbimento di mercurio rispetto a quello che avviene in una procedura standard di rimozione. I benefici della rimozione sono evidenti ed immediati se la rimozione è fatta in modo protetto ed il paziente è stato opportunamente preparato soprattutto a livello intestinale, con cloruro di magnesio, sospensione di latte e derivati, etc.)  

 

 

Tecniche corrette di rimozione protetta 

a cura dell'ADOM

Associazione per la Difesa dalle Otturazioni al Mercurio

 

 

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