Inquinamento ambientale e matrice cellulare

Dott. Mauro Mario Mariani

Medico chirurgo - Specialista in Angiologia

Docente A.I.O.T. - ISDE Italia – Ascoli Piceno       

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Una delle grandi intuizioni di  H.H. Reckeweg (1905-1985)

fu quella di aver identificato nella detossificazione del tessuto connettivo la chiave di volta per il mantenimento od  il ripristino dello stato di salute.

Già negli ultimi scorci del 1800 si cominciava ad indagare la matrice connettivale intesa non più e solo per la sua funzione di "tessuto di sostegno" ma come vero e proprio Sistema di Regolazione di Base (A. Pischinger e H. Heine), vero e proprio presupposto di un nuovo modo di pensare.

 

Nel 1865 il fisiologo francese Claude Bernard (1813-1878)

docente presso l’università della Sorbona annunciò la sua teoria di “ambiente interno”.

“La fissità dell’ambiente interno costituisce la condizione in cui la vita può avvenire in maniera libera ed indipendente … Tutti i meccanismi vitali hanno un unico scopo, quello di mantenere costanti le condizioni vitali nell’ambiente interno.

 

La costanza di un ambiente interno è la condizione per una vita libera ed indipendente. Il terreno è tutto”.

L’intuizione di Bernard  si basava sul fatto che le variazioni esterne fossero continuamente compensate ed equilibrate.  La nozione di ambiente interno va quindi di pari passo con l’idea di regolazione.

Lo spazio tra l’ambiente interno e quello esterno è dato proprio dalla matrice cellulare.

 

La matrice cellulare rappresenta e “forma” il sistema di base di tutti gli organismi, locus in cui nutrimento, controllo e gestione di tutte le cellule trovano la propria integrazione ed il momento di scambio reciproco di informazioni (molecole-energia)

Nel 1929, Walter Cannon (1871-1945) definì con il termine omeostasi la tendenza dell’organismo a mantenere un disequilibrio permanente in uno “Stato Stazionario”, reso possibile da un flusso di energia in entrata ed in uscita dal sistema.

 

Recenti evidenze sperimentali indicano che le modificazioni della matrice influenzano la dinamica cellulare: è enorme la quantità di informazioni che possono essere immagazzinate a questo livello e trasmesse alle cellule come istruzioni per il loro fisiologico funzionamento.

Risiedono nella matrice i delicati sistemi che regolano la bilancia salute-malattia.
Purtroppo per questo suo ruolo speciale la matrice cellulare, cioè quello spazio esterno alle cellule immerso nella circolazione emato-linfatica, risulta essere la sede tipica di accumulo dei depositi tossici.

La sua regolazione in gran parte sganciata da fattori genetici è evidentemente necessaria per la continua e variabile esposizione ai fattori ambientali fisico-chimici.

 

 

La matrice extracellulare, con il passare del tempo, per l’effetto combinato di fattori esogeni (radiazioni, metalli tossici, diossine, farmaci, virus, batteri) ed endogeni (determinati da incongrui stili di vita), perde progressivamente la sua integrità morfo-funzionale. L’alterazione degli scambi metabolici compromette la comunicazione tra le cellule ed  i residui tossici delle attività cellulari si vanno ad accumulare innescando così un pericoloso circolo vizioso che accelera i processi degenerativi.

L’idea di un “sistema” di regolazione, o di base,  che ci possa difendere si afferma sempre più nella Medicina Fisiologica di Regolazione (MFR), non solo come presupposto ad un nuovo modo di pensare semplicemente sistematico, ma a tutti i livelli della ricerca. Appare ormai evidente che ogni oggetto d’indagine, dalla singola cellula all’organismo nella sua totalità, non può più essere considerato isolatamente, ma va inserito in un contesto di scambio continuo esteso dalla matrice extracellulare all’ambiente vitale.

 

Nella Medicina Fisiologica di Regolazione (MFR), dunque, la cellula va vista come elemento funzionalmente collegato alla matrice cellulare. La regolazione di base è, pertanto, l’espressione del corretto svolgersi di questa vitale interazione che, materialmente, avviene tra alveo circolatorio terminale, sostanza fondamentale e cellule. L’affermarsi di questo punto di vista, non solo nella teoria, ma anche nella prassi medica, può aprire nuove vie alla terapia dei disturbi funzionali, delle malattie croniche e degenerative.

 

 

Con la Medicina Fisiologica di Regolazione (MFR) si va oltre la visione statica della matrice: essa viene interpretata come la vera unità morfo-funzionale, il continuum "vaso-matrice-recettore di membrana".

Uno dei cardini della Medicina Fisiologica di Regolazione (MFR) è la visione olistica dell'organismo umano inteso come un sistema complesso in cui altri sotto-sistemi, anch'essi complessi, lavorano collegati tra di loro ad un livello di interdipendenza coordinato.

Mezzo terapeutico indispensabile diventa il Drenaggio Biologico,

 

meccanismo reologico di depurazione connettivo-parenchimale, induttore di un riequilibrio ottimale per lo scambio informativo-energetico-metabolico da e verso le cellule.

 

 

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M.M.MARIANI - Effetti sulla salute dell'accumulo di sostanze tossiche - Regioni & Ambiente anno VI - N.5 maggio 2005  pag.13-15 -  Free Service Edizioni